Sarà presente in sala il regista Federico Savonitto.
Narrato dalla voce inconfondibile di Bruno Pizzul, Orcolat è un racconto corale che intreccia memoria, identità e rinascita del Friuli a quasi cinquant’anni dal terremoto del 1976. Attraverso le testimonianze di artisti, sportivi, scrittori e studiosi — tra cui Dino Zoff, Manuela Di Centa, Fabio Capello, Paolo Rumiz, Ester Kinsky, Davide Toffolo, Tullio Avoledo e molti altri — il film restituisce un mosaico emotivo e collettivo di quel momento storico che ha segnato in modo indelebile il territorio e la sua gente.
Lontano da ogni retorica, Orcolat esplora non solo la forza e la solidarietà della ricostruzione, ma anche le sue contraddizioni e le ombre dei primi interventi di soccorso.
Con le musiche di Tre Allegri Ragazzi Morti ed Elisa, il film diventa un viaggio nella memoria e nella resilienza di un popolo capace di rinascere, trasformando il dolore in energia vitale e patrimonio condiviso.
A cinquant’anni dal terremoto, il Friuli emerge come un esempio di gestione sostenibile delle catastrofi naturali, ma la paura di una nuova scossa rimane viva, richiamando alla necessità di attenzione e precauzione. Mentre il tempo geologico ridimensiona la nostra presunzione di controllo, l’umanità contemporanea continua a procedere in modo assordante, ignorando i segnali di pericolo ambientale. L’Italia, paese sismico per natura, fatica ancora ad accettare questa condizione, preferendo la gestione dell’emergenza alla prevenzione, con costi umani e morali altissimi. Orcolat interroga questa cecità collettiva e rilancia il “modello Friuli” come esempio possibile: una ricostruzione sobria, sostenibile, capace di non piegarsi alle convenienze.
Perché se la scienza non è ancora in grado di prevedere i terremoti, ciò che possiamo conoscere e rispettare è il fragile equilibrio su cui poggia la nostra esistenza. Chi ama la montagna sa che alla bellezza delle sue vette corrisponde l’oscurità dei suoi abissi: è lì che riposa l’Orcolat, memoria viva di una forza che non può essere dominata, ma solo ascoltata.

