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Una tragicommedia traboccante d’ironia. E dallo spregiudicato coraggio civile.
È il 20 dicembre 1989 e il regime di Ceaușescu è agli sgoccioli. L’esercito reprime violentemente una rivolta a Timișoara, ma le notizie che arrivano a Bucarest sono scarse e filtrate. Sei persone si trovano nell’occhio del ciclone senza rendersene conto. Un regista televisivo deve trovare un modo per salvare il suo show di Capodanno dopo che l’attrice principale è fuggita. La soluzione sta in un’attrice teatrale in crisi che non riesce a contattare il suo ex fidanzato a Timișoara. Nel frattempo, il figlio del regista, uno studente, pianifica di fuggire in Jugoslavia nuotando attraverso il Danubio. A sorvegliarlo c’è un ufficiale della polizia segreta Securitate, che cerca di trasferire la madre dalla casa destinata alla demolizione a un nuovo appartamento che lei detesta. Il trasloco è eseguito da un operaio, che va nel panico dopo che il figlio scrive una lettera a Babbo Natale in cui rivela che il padre vuole la morte di Ceaușescu. Tutte queste vite, sotto la costante e invisibile sorveglianza della Securitate, si intrecciano in una tragicommedia che culmina con lo scoppio di un petardo nelle mani di una coppia improbabile, dando il via alla rivoluzione.
In concorso al Festival di Venezia 2024 nella sezione Orizzonti dove ha vinto il Premio del Miglior Film.
Salito al potere assoluto il 9 dicembre del 1967, Nicolae Ceaușescu ha governato la Romania per oltre vent’anni, schiacciando la popolazione del suo paese con un regime dittatoriale tra i più oppressivi del socialismo reale. Circa un mese dopo il crollo del muro di Berlino, alla metà del dicembre 1989 la popolazione iniziò a ribellarsi, e quella che viene definita la rivoluzione romena del 1989 culminò il giorno di Natale di quello stesso anno, quando Ceaușescu venne fucilato da un plotone d’esecuzione di militari.
L’anno nuovo che non arriva si svolge pochi giorni prima questo sanguinoso epilogo: le vicende del film di Bogdan Mureșanu hanno inizio il 20 dicembre 1989 e terminano più o meno 24 ore dopo: quando già c’è stata la rivolta di Timișoara repressa con violenza dall’esercito, quando già il regime ha mostrato le prime crepe che porteranno a un tracollo inevitabile, ma quando ancora ufficialmente tutto è in piedi. Il punto del film di Mureșanu è proprio questo: raccontare un momento di transizione contrassegnato da timori e incertezze.
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