LES ITALIENS

Chiedimi perché

Nel XVII e XVIII secolo gli attori della Comédie italienne lavoravano sotto la protezione del re francese, recitando in italiano per un pubblico parigino.
Il 4 maggio del 1697, gli attori della Comédie italienne, a causa della loro impudenza, venivano cacciati da Parigi e costretti a riparare in provincia, la ragione?

Volevano mettere in scena una commedia: La fausse prude (La falsa pudibonda) scatenando così la precauzionale reazione di Madame de Maintenon, moglie morganatica di Luigi XIV, che temeva di essere vittima di pubblico sbeffeggiamento.

Due sono le considerazioni:
Les Italiens perché: gli italiani hanno usato nei secoli la lingua materna per invadere culturalmente il mondo, lo hanno fatto sotto la protezione di re stranieri come Luigi XIV e lo hanno fatto con geni come Mozart – che italiano non era, ma amava la nostra lingua e la parlava correttamente – ed è banale ricordare, ma va fatto comunque, che in italiano ha musicato i suoi (i nostri?) eterni capolavori.
Les Italiens perché: ci piace rievocare un episodio della storia del teatro e ci piace ricordare come il teatro possa disturbare il potere, tutte le volte che il potere ha qualcosa da nascondere, ovvero, quando il potere è “falsamente pudibondo”, quando le Madame de Maintenon lo mandano in provincia.

Questa stagione teatrale è una stagione che ha un titolo francese, spettacoli scritti e interpretati da italiani e da spagnoli, uno dei racconti più straordinari della letteratura russa, e l’immagine di una diva che più internazionale di così non si può.

[ Davide Livermore ]

Cartellone:

26, 27 e 28 novembre 2014, ore 21

EROS E THANATOS

una conferenza spettacolo di Serena Sinigaglia

con Sax Nicosia, Serena Sinigaglia, Sandra Zoccolan
disegno luci Roberta Faiolo
musiche a cura di Sandra Zoccolan
musiche originali e sound design Mario Redemagni

ATIR TEATRO RINGHIERA

“Eros e thanatos” racconta della mia passione per i classici del teatro greco, per quelle parole antiche che non accaddero mai ma furono sempre. Con me, sul palco, due attori, Sax Nicosia e Sandra Zoccolan. Io racconto, introduco, collego, suggerisco, cerco; loro, gli attori, agiscono per restituirci, ancora una volta intatta, la forza irresistibile di quelle parole.
Viaggeremo dentro le vicende di “Baccanti” di Euripide. Misi in scena la tragedia quasi vent’anni fa, poco più che ventenne. Fu un’esperienza straordinaria, che mi ha segnato come artista e come persona. Niente è stato più come prima dopo quel viaggio. Sentivo da tempo il bisogno di ripercorrerlo e di condividerlo.
In “Eros e thanatos” parto dalla tragica morte del mio migliore amico per arrivare all’urlo terribile di Achille di fronte alla morte di Patroclo. Questo il prologo. Poi, l’incontro con “Baccanti” e con due figure straordinarie quali Dioniso e Penteo. Il testo di Euripide non finisce mai di illuminarci e di porci nel cuore delle contraddizioni dell’uomo e delle sue società. Nel finale vediamo Agave con la testa mozzata del figlio Penteo arrivare alle porte di Tebe e chiamare il padre, Cadmo, perché gioisca di quella che, nella sua follia, considera una grande impresa di caccia.
Nell’urlo di dolore di Agave, quando rinsavisce, c’è l’urlo di un’intera civiltà che, senza accorgersene, finì per autodistruggersi. Come dire, se solo aprissimo i nostri occhi prima dell’irreparabile, sapremo evitare lutti e dolori. Invece, troppo spesso accecati dalle nostre meschinità, non vediamo la rovina che si abbatte su di noi, inesorabile.
Un monito lanciato duemilacinquecento anni fa per tutti noi. Un monito, che, non so voi, ma io vorrei cercare di ascoltare. Per ora, intanto, cerco di raccontarlo.
(Serena Sinigaglia)

28, 29 e 30 dicembre 2014, ore 21

ROMANCERO GITANO

di Federico García Lorca
nella trascrizione di Mario Castelnuovo Tedesco per quartetto vocale, una chitarra e un’attrice

PRIMA ITALIANA

Con gli allievi del Centre de Perfeccionament Plácido Domingo (Valencia) e del Berklee College of Music (Boston)
Chiara Osella, Miriam Zubieta, Aleksey Bogdanov, Christian Collia
Luis Marìa Regidor Paìn, chitarra
e con Rossy De Palma
regia Emilio López

Associazione Baretti in coproduzione con Centre de Perfeccionament Plácido Domingo e Berklee College of Music

Un ringraziamento a Paolo Ricagno che vent’anni fa mi fece scoprire questa musica [ Davide Livermore ]

“Romancero gitano” l’opera che procurò al poeta Garcìa Lorca la fama più larga e immediata, è una raccolta di 18 romances pubblicati nel 1928. Riprendendo con piena coscienza artistica il genere tradizionale del romancero, e rispettandone in sostanza la metrica e lo stile, García Lorca ha saputo rinnovarlo, interpretando con originale fantasia leggende, superstizioni e “archetipi collettivi” dei gitani di Spagna, in particolare andalusi.
Mario Castelnuovo Tedesco è stato uno dei più grandi musicisti italiani del Novecento.
Compositore colto e raffinato, musicò oltre a Lorca autori come Cavalcanti, Petrarca, Vogelweide, Cervantes, Shakespeare, Whitman. La sua produzione è vastissima e abbraccia ogni genere musicale: dal pezzo per pianoforte all’opera teatrale, dal concerto alla cantata, dalla sonata per strumento solista alla ouverture sinfonica, oltre a una messe di oltre duecento liriche per voce e pianoforte. Oggi è ricordato dal grande pubblico soprattutto per la sua produzione per chitarra, strumento a cui si dedicò con attenzione per tutta la vita, e a cui regalò alcune delle sue pagine più ispirate e autobiografiche.

24 e 25 gennaio 2015
CineTeatro Baretti, Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, Conservatorio Giuseppe Verdi, Casa del Quartiere di San Salvario, Circolo dei lettori, Castello del Valentino, Alliance française, Istituto Ferrante Aporti

MOZART NACHT UND TAG VII

Maratona musicale non-stop per festeggiare la nascita di Mozart – settima edizione

Coordinamento artistico di Corrado Rollin e Giorgio Griva
Presentazioni a cura di Corrado Rollin, Attilio Piovano e Giorgio Griva

Associazione Baretti in collaborazione con: Associazione Concertante-Progetto Arte&Musica; i Conservatori di Torino, Alessandria, Cuneo, Novara; Polincontri Classica, Politecnico di Torino

Settima edizione della maratona musicale dedicata a Wolfagang Amadeus Mozart divenuta ormai un appuntamento istituzionale in città. Oltre trenta ore di musica non-stop, ingresso gratuito a tutti i concerti e a tutte le ore.
La sesta edizione ha visto una partecipazione di più di tremila persone sulle diverse sedi e il coinvolgimento di tutto il quartiere di San Salvario grazie all’iniziativa di Enjoy San Salvario, e di settanta locali commerciali che hanno, a loro volta, ospitato concerti mozartiani e contribuito a una raccolta fondi destinata all’acquisto di strumenti per la Scuola Popolare di Musica per bambini dell’Associazione Baretti.
Novità di questa stagione è l’inserimento, tra i luoghi sede dei concerti, dell’Istituto Ferrante Aporti.

11 e 12 febbraio 2015, ore 21

…DOVE LE STESSE MANI

Scritto e diretto da Dario Muratore e Dario Mangiaracina
con Dario Muratore
musiche originali eseguite dal vivo Dario Mangiaracina

Compagnia Quartiatri

Lo spettacolo si articola tra italiano e dialetto, in un racconto, intervallato da canti popolari, che ha come voce narrante un uomo che è stato ucciso per sbaglio dalla Mafia.
Attraverso il topos dell’apparizione in sogno, il protagonista, Pino, si rivolge al suo cugino più piccolo, Tanino, evocando l’infanzia ormai lontana, le filastrocche, i tempi andati, la fame, il suo matrimonio e i suoi figli.
Ora però Pino “sta bene qui”, nel giardino dei morti di Mafia – una sorta di paradiso laico – e Tanino “glielo deve dire alla mamma che non deve piangere”.
Tra ulivi e carrubi, le parole si snodano come un lungo corteo che attraversa la Sicilia e tutto il Sud percorrendo dall’alto luoghi dimenticati, perché riaffiorino alla memoria spogliati delle loro vesti violente, sfiorati, ora, da una luce rarefatta.

4, 5 e 6 marzo 2015, ore 21
(più due matinée per le scuole il 5 e 6 marzo)

NOVANTADUE

Falcone e Borsellino, vent’anni dopo

di Claudio Fava

Testo inedito: novità italiana

Con Filippo Dini e Max Mazzotta
(cast in via di definizione)
Allestimento e regia di Marcello Cotugno

Produzione BAM Teatro
in collaborazione con XXXVII Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano e Festival L’Opera Galleggiante
Nuovo allestimento

Due uomini che lavorano, chini sui loro fogli. Scrivono con la fretta di chi sa che quella è la loro ultima notte prima di lasciare l’isola dove si sono ritirati a preparare l’atto d’accusa per il primo grande processo alla mafia. Sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e il carcere dell’Asinara è il loro esilio volontario – lontano da sguardi, domande, minacce – per concludere il lavoro di una vita. Ma è anche una notte di verità necessarie tra due uomini, due amici che condividono lo stesso desiderio di vita e l’identico presagio di morte. Una notte in cui dirsi le cose a lungo taciute, confessarsi rabbie, allegrie, paure. Anche la paura di morire – perché no? – sapendo che fuori da quella prigione, da quell’isola, li aspetta una guerra che non hanno cercato ma che ormai li reclama.
La scena si dilata, il nostro sguardo precipita verso altri tempi, incontra una ad una le cose che sono poi accadute. Questa volta senza più accontentarsi della verità facile che ci hanno servito: da una parte gli eroi, i servitori dello stato, il bene; dall’altra gli assassini, i macellai della mafia, il male. E in mezzo, niente.
Dopo vent’anni, quella terra di mezzo va riempita con il racconto dei peccati innominabili: le omissioni, le complicità, i silenzi, le viltà… Adesso sappiamo che tra quei due giudici ammazzati e la follia omicida di Cosa Nostra si sono mossi pezzi delle istituzioni, uomini dei servizi, ufficiali dei corpi speciali, ministri guardasigilli, funzionari e depistatori. Sappiamo che dovevano morire per volontà dei Corleonesi ma anche per scelta di una parte di quello Stato che credevano di rappresentare e di tutelare.
In un tribunale la storia si scrive con i processi. A teatro, cercando le parole per dire e per immaginare. Partendo proprio da loro, Falcone e Borsellino: non più ingessati nel ricordo ma di nuovo tra noi, in un tempo presente. […]
Claudio Fava

11, 12 e 13 marzo 2015, ore 21

L’ASSASSINO QUALCOSA LASCIA

di Rosa Mogliasso nell’adattamento dell’autrice

Lettura drammatica con Olivia Manescalchi, Giancarlo Judica Cordiglia, Sax Nicosia, Maria Grazia Solano, Davide Livermore
Con la partecipazione straordinaria di Orlando Perera
Luci e direzione tecnica Alberto Giolitti
Regia di Davide Livermore

Associazione Baretti

Alma Peressi, ricchissima e disperata, aspetta che la polizia venga ad arrestarla. Su di lei pesa la responsabilità di un delitto atroce. Sullo sfondo di una Torino familiare e minacciosa a un tempo, si snoda una vicenda tragica e comica. Primo di una serie di gialli acclamata da pubblico e critica, L’assassino qualcosa lascia conquista e appassiona, e introduce una squadra di investigatori che sarà difficile dimenticare.
Premio selezione Bancarella 2010, ristampe innumerevoli.
«Elegante e truculento, proprio come piace a me. Me ne dia tre etti!» – Elio –

18, 19 e 20 marzo 2015, ore 21

L’AMORE SI NUTRE DI AMORE

di Rosa Mogliasso nell’adattamento dell’autrice

Lettura drammatica con Olivia Manescalchi, Giancarlo Judica Cordiglia, Sax Nicosia, Maria Grazia Solano, Davide Livermore
Con la partecipazione straordinaria di Orlando Perera
Luci e direzione tecnica Alberto Giolitti
Regia di Davide Livermore

Associazione Baretti
PRIMO ALLESTIMENTO

Il commissario Barbara Gillo è tornata: pochi mesi prima aveva dato ottima prova del suo fiuto investigativo, sgominando ricchi criminali torinesi e conquistando l’amore dell’affascinante collega Zuccalà. Ma il destino cinico e baro la colpisce alle spalle: il commissario Zuccalà è a Palermo, circondato da climi (e donne) meno algidi. Così non le resta che dedicarsi al mistero della scomparsa di Tanzio Accardi, giovane scapestrato di buona famiglia improvvisamente svanito nel nulla, le cui tracce si fermano a Montecarlo…
«La miglior scrittrice in circolazione? Rosa Mogliasso… Un mix originale di noir, romanzo sociale e commedia, aggiungendoci un ingrediente segreto, un’ironia piemontesa» Corriere della Sera
«La conferma di un talento che va oltre l’etichetta del giallo e si consolida nella letteratura» La Stampa.it

1, 2 e 3 aprile 2015, ore 21

IVAN IL’IČ

Adattamento di Ola Cavagna da “La morte di Ivan Il’ič” di Lev Tolstoj

Con Mauro Avogadro e Nicola Bortolotti
Regia di Ola Cavagna
Regia video Ginevra Napoleoni e Massimiliano Siccardi
Impianto scenico e costumi Ivan Bicego Varengo
Musiche a cura di Nicola Ziliani

Associazione Baretti/Associazione Isola

Lo spettacolo prende spunto da uno dei racconti più celebri e straordinari di Tolstoj, “La morte di Ivan Il’ič”, che affronta l’origine e la fine di ciò che ci è dato di conoscere, e allo stesso tempo il costante, insondabile mistero che coinvolge, per il solo fatto di esistere, ogni essere vivente. La vita e la morte, insomma, che cosa c’è di più semplice? La morte non è altro che un nulla leopardiano appena ravvivato dall’idea divina. L’astrazione delle idee si solidifica nell’aneddoto vagamente buffonesco di Ivan Il’ič, nella conclusione che il più grande degli uomini, come questo piccolo giudice, nel momento di morire perde rango, decoro, magnificenza.

29 e 30 aprile 2015, ore 21

THANKS FOR VASELINA

Drammaturgia di Gabriele Di Luca
Regia di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
Con Gabriele Di Luca, Ciro Masella, Massimiliano Setti, Beatrice Schiros, Francesca Turrini

Coprodotto da Carrozzeria Orfeo e Fondazione Pontedera Teatro
in collaborazione con La Corte Ospitale, Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria

Gli Stati Uniti d’America, con il sostegno dei paesi alleati, hanno deciso di bombardare il Messico, distruggendo tutte le piantagioni di droga e classificando le numerose vittime come “effetti collaterali”, con il pretesto di “esportare” la propria democrazia. Fil, cinico-disilluso, e Charlie, determinato animalista e difensore dei diritti civili, entrambi trentenni e con un futuro incerto, coltivano nel loro appartamento grossi quantitativi di marijuana e, con due opposte motivazioni, decidono di tentare il colpo della propria vita: invertire il normale andamento del mercato della marijuana esportandola dall’Italia al Messico. Ai due spacciatori si aggiungeranno Wanda, una trentenne obesa, insicura e membra di un fallimentare corso di autostima, e Lucia, madre di Fil, una cinquantenne frustrata appena uscita da una clinica per disintossicarsi dal vizio che la perseguita. Tutto si complica, però, quando, dopo quindici anni di assenza, torna a casa il padre di Fil ed ex marito di Lucia, svelando a tutti il suo pericoloso segreto.
Thanks for Vaselina è la storia di esseri umani sconfitti e abbattuti. È “un’inculata” morbida, è una violenza non esplicita. Un ringraziamento quindi da parte nostra, non privo di una certa ironia, a chi si prende il disturbo di non farci troppo male. Un ringraziamento a tutto ciò che fa leva sul nostro dolore, sulle nostre speranze, sulla solitudine e il nostro bisogno d’amore per ricavarne qualcosa.

6, 7 e 8 maggio 2015, ore 21

UNA SPECIE DI ALASKA

di Harold Pinter

con Sara Bertelà, Fabrizio Contri, Orietta Notari
Regia di Valerio Binasco

NIDODIRAGNO

Una specie di Alaska è una commedia terribile come un incubo, dura come una relazione scientifica e struggente come un mèlo. Ispirata alle testimonianze che il medico Oliver Sacks raccoglie nella sua memorabile opera “Risvegli” in cui racconta le esperienze dei suoi pazienti affetti dall’encephalitis letargica, epidemia che dopo il 1916 terrorizzò buona parte del mondo. Harold Pinter (Premio Nobel per la letteratura 2005) ci descrive in modo commovente ed estremo il risveglio di una donna dopo ventinove anni di coma letargico e lo smarrimento che deriva da questo lungo periodo di assenza.
A sua volta Valerio Binasco, regista stimatissimo, mette in scena uno spettacolo nel quale emergono tutte le caratteristiche contradditorie del Teatro Povero: “minimalismo e assoluto classico, intimità e crudezza” che secondo lui costituiscono le suggestioni del teatro contemporaneo.
La sua regia coglie e trasmette la capacità emozionale del testo, senza ricorrere ad altro se non al nudo spazio scenico. Gli spettatori a loro volta non hanno barriera che li separi dagli attori: sono essi stessi i ravvicinati testimoni in quella camera d’ospedale dove si svolge la storia.
«Occorrono attori importanti per un teatro fatto di soli attori», afferma Binasco, «ed ecco che disarmante è la prova di Sara Bertelà nei panni di Deborah, affiancata da Fabrizio Contri e Orietta Notari, capaci di condurre il pubblico in un clima sospeso, in una specie di Alaska, tra un presente assurdo dove non riesce a collocarsi e quel tempo ‘bianco’, non vissuto e rubato che non tornerà più».

27, 28 e 29 maggio 2015, ore 21

J’ACCUSE!

DA BERNSTEIN ALLE PUSSY RIOT

PRIMA ASSOLUTA

Ideazione, testo e regia di Monica Luccisano
Con Giancarlo Judica Cordiglia, Olivia Manescalchi, Sax Nicosia

Associazione Baretti

Leonard Bernstein, Roger Lucey, Marcel Khalife e Pussy Riot: quale filo intreccia mondi musicali così diversi? Tribunali politici, atti d’accusa e linguaggi sonori agli antipodi sono teatro di un comune destino: musicisti di fronte al potere, costretti a difendere, ciascuno a proprio modo la libertà di espressione.
Stati Uniti 1952. Il giovane Bernstein finisce nel mirino della Commissione McCarthy, sospettato di comunismo. La sua carriera, com’era successo a molti artisti di Hollywood, potrebbe essere stroncata.
Sudafrica 1992. La Truth and Reconciliation Commission organizza tribunali di pacificazione tra vittime e tiranni dell’apartheid: Roger Lucey, rocker di colore, interroga Paul Erasmus, ex agente dei Reparti Speciali, suo persecutore.
Libano 1999. Processo a Marcel Khalife, una star amatissima nel folk arabo: ha citato in una canzone un passo del Corano, e secondo la fatwā merita il carcere.
Russia 2012. Condanna alle Pussy Riot, per aver cantato una preghiera punk contro Putin il dittatore. Due anni di reclusione, con l’accusa di “teppismo e istigazione all’odio religioso”. Ma come si è svolto quel processo-farsa?
In un racconto di udienze parallele e suoni crossover, la musica, a più latitudini, rivendica la sua essenza: una fondamentale espressione di libertà.

EVENTO COLLATERALE
da dicembre 2014 a giugno 2015, tutti i lunedì, ore 15

B.O.H.!

Baretti Opera House

a cura di Corrado Rollin

Associazione Baretti in collaborazione con la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia

Rassegna di proiezioni su grande schermo delle opere più celebri del melodramma a cadenza settimanale.
Le proiezioni sono precedute da una conversazione/lezione introduttiva tra Corrado Rollin, curatore, e un ospite di volta in volta diverso.
Tra gli ospiti delle passate edizioni: Alberto Mattioli, Carlo Majer, Bruno Gambarotta, Claudio Desderi, Steve della Casa, Fortunato Ortombina, Susanna Franchi, Gianandrea Noseda.
Il teatro d’opera è stato un modello produttivo ideato in Italia e successivamente utilizzato in tutto il mondo, dal cinema e da altre forme di teatro musicale.
Rimane ancora oggi lo spettacolo multimediale più complesso, anche in confronto a grandi produzioni cinematografiche e televisive.
Ripercorrere la storia dell’opera permette di riflettere su come un prodotto che nasce con scopi essenzialmente culturali possa trasformarsi nel tempo in una vera industria che crea bellezza e ricchezza al tempo stesso.
Tutte le opere sono sottotitolate in italiano.

Orari: presentazione opera ore 15.00, inizio proiezioni ore 15.30
Interi € 4 – Ridotti (over 60, under 25) € 3
Abbonamento 6 ingressi: € 15

EVENTO COLLATERALE
23 aprile, 14 maggio e 4 giugno 2015, ore 21

HAROLD

LONG FORM DI IMPROVVISAZIONE TEATRALE

Coordinamento artistico Marzia Maccarini e Roberto Zunino
Musiche improvvisate: Enrico Messina
Luci e tecnica: Riccardo Marocco

TEATRO SEQUENZA

Da una parola, infiniti mondi: comico, poetico, caotico, scanzonato, drammatico, irriverente, logico o… Da un suggerimento nascono più storie che fondono linguaggi teatrali d’improvvisazione. Harold è tra i più noti “format di improvvisazione teatrale”, nato negli anni Settanta negli Stati Uniti è diventato uno degli spettacoli di improvvisazione più rappresentati a livello mondiale. Giocare recitando in reciproca fiducia e collaborazione, atto unico, non ci saranno repliche a quanto accade.
Interi € 12 – Ridotti (over 60, under 25) € 10

BIGLIETTI SPETTACOLI
Intero: 12,00 euro – Ridotti [under25 e over65]: 10,00 euro
Convenzione 4 spettacoli 32,00 euro

BIGLIETTI BOH!
Intero: 4,00 euro – Ridotti [under25 e over65]: 3,00 euro
Convenzione 6 spettacoli 15,00 euro

BIGLIETTI HAROLD
Interi € 12 – Ridotti (over 60, under 25) € 10

PRENOTAZIONI
Si accettano prenotazioni, via email e telefoniche: info@cineteatrobaretti.it; tel. 011 655187. I biglietti prenotati possono essere ritirati la sera della rappresentazione fino a 15 minuti prima dell’orario di inizio. Dopo tale termine la prenotazione non sarà più considerata valida.

Il Baretti aderisce all’iniziativa promossa dalla Città di Torino che favorisce l’ingresso ad un prezzo speciale per i possessori del carnet PASS 60.

La stagione è stata realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo

con il contributo di:
Città di Torino, Regione Piemonte, Fondazione CRT, STT – Sistema Teatro Torino e Provincia
con il patrocinio di: Circoscrizione 8

In collaborazione con:
Politecnico di Torino, Polincontri, Associazione Concertante – Progetto Arte & Musica, Conservatorio “Giuseppe Verdi di Torino”, Conservatorio Guido Cantelli di Novara, Conservatorio G.F. Ghedini di Cuneo, Conservatorio Vivaldi di Alessandria, Alliance française Torino, Associazione Isola, Centre de Perfeccionament Plácido Domingo e Berklee College of Music

Partner tecnici:
Wic.it, Litrocubo, Welcome Home, Confcooperative, Liberamensa

Partner in San Salvario:
Agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario, Casa del Quartiere

Media Partner:
La Stampa, Radio Energy