Una poltrona rossa, lasciata sola in un campo di grano. Fuori posto, eppure ferma ad aspettare qualcuno, qualcosa: sembra la stessa poltrona del Teatro Baretti, dove poco prima che le luci si spengano sei ancora te stesso eppure già stai andando altrove, pronto a farti colpire cuore e cervello dalla potenza che solo lo spettacolo dal vivo possiede.
I greci, che di teatro sapevano qualcosa chiamavano questo istante “ekstasis”: lo stare fuori di sé. Accade a teatro, restando seduti, in quella soglia sottile tra chi guarda e chi si mette in gioco.
Viviamo circondati da mondi che si possono simulare, prevedere, replicare. Il teatro no.
Qui, ogni sera, qualcuno rischia davvero qualcosa davanti a qualcun altro, e nessuna macchina può farlo al posto suo. È un gesto piccolo e ostinato: restare, guardarsi, non scappare.
In questa stagione al Baretti troverete quella poltrona e lì potrete accomodarvi, ma anche stare scomodi, o semplicemente stare, per poi, in un attimo, andare altrove. A trasportarvi saranno la profondità e la leggerezza, il rumore di risate che liberano, gli sguardi di generazioni che si incontrano su un palco, voci arrivate da lontano per raccontarci qualcosa di vicino, storie che interrogano cuori e algoritmi, corpi che si espongono senza rete, e pure silenzi che tagliano o rigenerano.
Ogni spettacolo è un’ekstasis diversa. Vi aspetto per viverle insieme, una dopo l’altra.

Sax Nicosia
direttore artistico















