Venerdì 7 agosto 2026, ore 22.00
Casa del Quartiere (Via Morgari 14)
– Ingresso libero –
HANNIBAL 40
Double bill per i 40 anni del primo Hannibal Lecter
«Uno che faceva un censimento, una volta, tentò di interrogarmi. Mi mangiai il suo fegato con un bel piatto di fave e un buon Chianti.»
Hannibal Lecter è un personaggio immaginario e il principale antagonista dell’omonima serie letteraria, scritta da Thomas Harris.
Sul grande schermo è stato impersonato da Brian Cox (Manhunter – Frammenti di un omicidio), da Anthony Hopkins (Il silenzio degli innocenti, Hannibal e Red Dragon) e dal giovane Gaspard Ulliel (Hannibal Lecter – Le origini del male).
L’interpretazione di Hopkins si è classificata al sesto posto nella classifica dei “cento più grandi cattivi di sempre” secondo Wizard e al primo in quella dei cinquanta più grandi cattivi cinematografici secondo l’American Film Institute (AFI).
Il CineTeatro Baretti e il ToHorror Fantastic Film Fest vogliono celebrare i 40 anni dalla prima uscita cinematografica di Hannibal Lecter con una double bill: Manhunter – Frammenti di un omicidio (Michael Mann, 1986, durata 119’) + Il silenzio degli innocenti (Jonathan Demme, 1991, durata 118’). L’ingresso è gratuito. Entrambi i film sono in versione originale con sottotitoli in italiano.
Manhunter – Frammenti di un omicidio (Michael Mann, 1986, durata 119’)
Tre anni dopo aver lasciato la polizia ed essere stato in cura da uno psicologo, l’agente Will Graham viene contattato dall’amico Jack Crawford affinché lo aiuti a catturare un misterioso serial killer che agisce solo nelle notti di luna piena e si fa chiamare “Dente di fata”. Per poter risolvere il caso, Graham adotta un personale metodo d’indagine che lo spinge a immedesimarsi totalmente con l’assassino minando il suo già precario equilibrio mentale.
Primo adattamento del romanzo Il delitto della terza luna (ripubblicato coi titoli Drago Rosso prima e Red Dragon poi) di Thomas Harris e primo della serie dedicata al personaggio di Hannibal Lecter (in questo caso ribattezzato Lecktor e relegato a un ruolo secondario), il quarto lungometraggio di Michael Mann è un thriller ansiogeno dominato da una tensione acuta e costante, una sfida psicologica tra due menti instabili e ugualmente debilitate da lancinanti ossessioni. Il confine tra buoni e cattivi è assai labile e il regista americano evidenzia ambiguità e contraddizioni di ambedue le parti in causa, tratteggiando due personalità scisse e molto più speculari di quanto le norme del genere solitamente ammettano. La violenza e l’orrore più che mostrati vengono suggeriti, lasciati intuire e sono comunque percepibili come presenza vivida che conferisce al tutto un’atmosfera inquietante, macabra e angosciante. Splendida la fotografia di Dante Spinotti che sembra penetrare nei reconditi meandri dell’animo umano e riprodurne visivamente gli aspetti più oscuri, spaventosi e inconfessabili. Memorabile il confronto finale tra Graham e Dollarhyde accompagnato dalle note di In a Gadda Da Vida degli Iron Butterfly.
Il silenzio degli innocenti (Jonathan Demme, 1991, durata 118’)
L’FBI assegna all’agente Clarice Starling (Jodie Foster) una pericolosa missione: interfacciarsi in carcere con Hannibal Lecter (Anthony Hopkins), ex psichiatra cannibale che ha mangiato i suoi pazienti. Il dottore non si farà scrupoli nel mettere a dura prova la resistenza psicologia della giovane agente, che da lui deve ottenere delle informazioni basilari per la cattura di un serial killer di donne.
Dal romanzo omonimo di Thomas Harris, da cui Ted Tally ha scritto la sceneggiatura, una pietra miliare indiscutibile del thriller anni ’90 e di tutto il cinema di tensione. La sua forza e la sua benedizione risiedono entrambe nello stile e nel respiro adottati da Jonathan Demme, inusuali per la grammatica consueta del genere: primi piani a profusione e una serrata dialettica in cui le immagini sembrano sudare insieme ai personaggi e, affamate di suspense, si dilatano in maniera impressionante esattamente come le narici di Lecter quando fiutano l’odore della carne umana. Demme ribadisce forse definitivamente di essere un talento selvaggio e le sue inquadrature sono innervate di una tensione che trascende il momento presente per diventare chiave di lettura più generale degli orrori del mondo e dell’asimmetria manipolatoria e tagliente che regola, scandisce e insieme distorce i rapporti umani. Tante sequenze magistrali in cui la macchina da presa sa come svettare in modo considerevole, dando una statura gigantesca alle singole scene e tenendosi contemporaneamente a pochi salutari passi da forme troppo invasive di barocchismo. Cinque Oscar, tutti i principali, caso unico nella storia del thriller: miglior film, regia, sceneggiatura, attore e attrice protagonista. Orso d’argento per la miglior regia al Festival di Berlino.
PORTOFRANCO SUMMER NIGHT 2026
è un progetto di Associazione Baretti ETS e Casa del Quartiere
con la partecipazione del Museo Egizio
in collaborazione con Fondazione Merz
Partner:
Aiace Torino, Piemonte Movie, ToHorror Fantastic Film Fest, Torino Underground Cinefest
Sponsor:
Qucina San Salvario, Cartolibreria Lo Studente, Biova Project, Verdessenza, Papelè, Tomato Urban Shelter, La Petra
nell’ambito del programma CHE BELLA ESTATE!
un progetto di Città di Torino, in collaborazione con Fondazione Cultura Torino
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